Contatto giovani

Ragazze e ragazzi a Castel Maggiore
Incontri, esperienze, proposte
(aprile 2004)

Rose Rosse – Donne Democratiche e di Sinistra  

C O N T A T T O  G I O V A N I

Ragazze e ragazzi a Castel Maggiore

Incontri, esperienze, proposte

                                              RELAZIONE SULLA RICERCA SVOLTA               

L’idea di questo lavoro nasce circa un anno fa, durante una riunione del nostro gruppo, nel corso della quale vennero riportati episodi di violenza avvenuti in questi nostri territori della bassa bolognese. Si tratta sia di fatti grossi, aggressioni fisiche a ragazzi militanti di sinistra da parte di altri ragazzi di destra, sia di fatti apparentemente più lievi, come quello di trovare bruciati gli addobbi allestiti per la festa del 25 aprile…ma un fatto chiama un altro: quella sera, in quella riunione, di atti violenti e vandalistici ne furono citati un bel po’: cose che sono sotto gli occhi di tutti (parliamo dei continui danneggiamenti alle strutture della Polisportiva, della distruzione degli orti degli anziani, delle innumerevoli scritte sui muri, dei vetri e lampioni rotti, dei cassonetti danneggiati e così via).

Abbiamo cominciato così a porci delle domande, tanti dubbi hanno cominciato ad emergere, ci siamo cioè, chieste: la violenza nei giovani è in aumento? E perché? Qual è la dimensione del fenomeno “aggressività giovanile”, quali le cause e in quali forme si manifesta? E ancora: forse i valori del vivere comune si stanno perdendo e per quali motivi? E poi, in sostanza, chi sono in realtà i nostri giovani ?

L’interesse era alto, i timori, i dubbi crescevano.

Più che plausibile questo nostro interesse che è coerente con gli orientamenti politici delle donne di sinistra da sempre, e che sono: la tutela dei soggetti più deboli, le  pratiche politiche orientate alla soluzione pacifica dei conflitti e l’aspirazione a costruire una maggiore giustizia sociale.

Abbiamo deciso di saperne di più sui giovani del nostro paese pensando che il modo migliore fosse quello di entrare in contatto diretto con l’esperienza  e quindi, ci siamo rivolte a chi, per motivi vari, ha  rapporti costanti con i ragazzi: sono gli insegnanti di ogni ordine scolastico,  sono gli istruttori sportivi, sono le guide delle parrocchie e sono gli operatori del centro giovanile, dell’ASL e del Comune. Abbiamo sentito anche persone del Centro Anziani e un gestore di bar: in tutto 12 interviste di un’ora circa. Il metodo non vuole e non può essere scientifico: queste interviste sono in pratica conversazioni, dialoghi a partire da una griglia di domande preparate da noi. In pratica abbiamo chiesto se i ragazzi hanno senso civico, a quali valori, a quali modelli si riferiscono, quali sono i loro interessi, se hanno progettualità rispetto al futuro. Poi abbiamo domandato se ci sono fenomeni di aggressività, di bullismo e in che forme e quali sono i rapporti fra i coetanei e qual è il rapporto ragazzi/famiglie.

Abbiamo trovato un grande interesse da parte degli intervistati che sono stati, dobbiamo dirlo, molto disponibili e particolarmente partecipi.

Le interviste sono state tutte registrate ed esaminate individualmente da ognuna di noi. Quando però ci siamo trovate insieme a dover esprimere pareri su quanto emerso, i problemi si sono presentati numerosi.

Gli ostacoli principali erano legati alla difficoltà di lettura delle interviste proprio per la loro struttura a dialogo e quindi, se vogliamo, dispersiva. Con questo non vogliamo rinnegare la scelta fatta, perché ha comunque diversi pregi, quali il fatto di essere aperta a discorsi complessi, come un questionario non può certo essere. In più ha permesso la relazione fra noi e gli intervistati, permettendo l’instaurarsi di un clima collaborativo, utile per la ricerca stessa e piacevole per noi.

Infatti, inizialmente, in prima battuta, ci sembrava quasi che tutte queste interviste fossero materiale inutilizzabile, un po’ superficiali e stereotipate, forse per incapacità nostra, per non aver saputo porre le domande in modo giusto.

Alcune di noi avevano persino espresso il dubbio che il problema giovani fosse un falso problema, visto che ” l’adolescenza è un’epoca di passaggio”, visto che “i ragazzi cresceranno”, visto che “siamo stati giovani anche noi con le nostre trasgressioni” …

Superando comunque questi momenti di disorientamento, abbiamo voluto andare avanti riflettendo sul fatto che non si può fare una ricerca sui giovani senza sentire la loro voce.

Ma ancora: alcune di noi ritenevano inutile tentare questo approccio diretto ai ragazzi in quanto timorose dell’”effetto maschera”, cioè timorose del fatto che di fronte agli adulti i giovani si mettano una bella maschera da bravi ragazzi perfetti, e che quando invece sono fra loro, quando vivono la notte, la maschera la tolgono, e cosa fanno e cosa pensano allora? Nessuno di noi può dirlo…

Nonostante i dubbi, abbiamo messo a punto una griglia di domande ad hoc per i giovani in età di scuola media inferiore e superiore, che come contenuti fosse simile a quella fatta per gli adulti. Questo per poter eventualmente fare un confronto fra i modi di pensare degli adulti e quelli dei giovani. Poi abbiamo cercato di individuare dei gruppi di ragazzi da intervistare. Ma anche qui sono comparse delle difficoltà: i ragazzi sono minorenni, occorre il permesso dei genitori, inoltre non sempre i giovani sono disposti a farsi avvicinare, per cui i ragazzi che siamo riuscite ad intervistare non sono certo rappresentativi di tutta la popolazione dei giovani di Castel Maggiore, e sono probabilmente in situazioni di maggior agio rispetto ad altri, di questo naturalmente ne abbiamo tenuto conto nelle nostre considerazioni.

I gruppi di ragazzi intervistati sono 5, e precisamente: membri del Consiglio Comunale dei Ragazzi, alcune ragazze del gruppo sportivo della pallavolo e altri del gruppo sportivo della pallacanestro, ragazzini del gruppo del calcio e altri che frequentano la parrocchia di Bondanello, e tutti ci sono sembrati ragazzi autentici…e non ci sono sembrati mascherati, ma di questo non si può essere certi.

In ultimo c’è stato poi il momento di sintesi di gruppo sul lavoro svolto, di uscire cioè dal proprio singolo  modo di percepire, di interpretare queste interviste, cosa che non è stata particolarmente facile da fare, vista la complessità dell’argomento e la varietà dei temi affrontati e le ovvie diversità di punto di vista delle persone intervistate e nostre. D’altra parte i differenti modi di approcciarsi ai problemi dentro al nostro gruppo probabilmente rispecchiano i differenti modi del mondo di fuori, nonostante alcune nostre comuni basi culturali.

Comunque ci sentiamo di fare alcune considerazioni, e sono le seguenti:

<!–[if !supportLists]–>-         <!–[endif]–>in primo luogo, ci sembra che ogni persona intervistata, davanti ad un problema riferito, tenda ad attribuirne le cause a qualcun altro, a qualche altro ente di appartenenza che non è il proprio. Questo atteggiamento lo abbiamo notato sia negli adulti che nei ragazzi. E questo richiama, a nostro avviso, una società disgregata che non si fa carico dei problemi in essere.

<!–[if !supportLists]–>-         <!–[endif]–>In particolar modo è la famiglia che, secondo noi, viene per così dire, criminalizzata (si parla spesso di famiglie assenti, distratte, di ritmi di vita concitati): e quando si parla di famiglia e di figli, tutti sappiamo che parliamo della donna e del suo classico ruolo di educatrice: quindi come spesso si è fatto, si tende a colpevolizzare la donna in modo semplicistico, senza tenere conto del più ampio contesto sociale e culturale nel quale tutti noi, donne comprese, ci muoviamo e col quale, chi più, chi meno, dobbiamo obbligatoriamente convivere: c’è la necessità , oltre che la  volontà, di lavorare, anche a orari lunghi, orari che riducono il tempo per gli impegni domestici ed educativi, che tradizionalmente sono spesso quasi del tutto sulle spalle femminili…in definitiva, come donne ci sentiamo come al solito investite di colpe (di lavorare, per es., o di lavorare quanto gli uomini, per es,), colpe che invece andrebbero attribuite alla società intera, con le sue tante storture e dentro alle quali anche noi navighiamo e tentiamo di tenerci a galla, come tutti).

<!–[if !supportLists]–>-         <!–[endif]–>Per quanto riguarda il discorso aggressività, non sembra che ci siano gravi disagi, i disagi gravi sembrano ristretti a pochi ragazzi, forse c’è un disagio più sottile, strisciante legato a modi di essere, di rapportarsi, come quello di essere molto selettivi nella scelta delle amicizie: se non si è o vestiti in un certo modo o simpatici e attraenti secondo certi standard mediatici, si rischia l’esclusione e l’isolamento. I comportamenti aggressivi (fisici, psicologici, verbali) e il bullismo, sembrano comunque in aumento, in particolare prende piede il fenomeno del bullismo femminile, forse attribuibile al cambiamento del ruolo della donna nella società e a un sempre più precoce sviluppo fisico e mentale delle bambine.

<!–[if !supportLists]–>-         <!–[endif]–>Anche il ruolo della scuola e degli insegnanti appare in crisi, spesso anche per loro stessa ammissione: c’è senso di inadeguatezza rispetto alle tante aspettative e richieste, si parla pure di modelli educativi vecchi. I genitori hanno atteggiamenti contraddittori nei riguardi degli insegnanti: spesso non si fidano, ma delegano per necessità, ma poi esercitano uno stretto controllo critico negativo.

<!–[if !supportLists]–>-         <!–[endif]–>Il mondo dei valori sembrerebbe ristretto per lo più a quelli materiali, per es. soldi, telefonini, ecc., spesso si parla di vuoto, di noia, o, per contro, di totale mancanza di tempo veramente libero. Inoltre la tensione verso il futuro, verso una progettualità di vita sembra proprio scarsa, quel poco che c’è è indirizzata alla professione futura, alla carriera.

<!–[if !supportLists]–>-         <!–[endif]–>Anche il senso civico sembra piuttosto scarso, sia nei ragazzi che negli adulti, e per quanto riguarda la politica, nei ragazzi c’è per lo più disinteresse, senso di lontananza, o grande sfiducia.

Crediamo comunque che quanto emerge da questi nostri incontri-interviste sia abbastanza in linea con altre ricerche fatte a livello nazionale: non sembrano esserci specificità locali.

Facendo infine delle riflessioni più generali, ci sembra di poter dire  che il nostro tipo di società pretende molto in termini di prestazioni, di successi individuali, di tempi dedicati, ed anche in termini di adattabilità e flessibilità, sia nel campo del lavoro e della scuola, sia in quello degli affetti e delle amicizie. Ovunque ci sono grandi aspettative. Per quanto riguarda i valori, i riferimenti – importanti per il formarsi delle identità e per la determinazione delle scelte – essi sembrano affidati ad agenti formativi il cui interesse è soprattutto orientato a creare dei consumatori passivi, piuttosto che dei cittadini consapevoli.

In questo modo, come adulti, ci troviamo ad essere troppo spesso confusi e contraddittori, incerti ed indecisi sui nostri ruoli: cosicchè ai nostri ragazzi potrebbero mancare quei punti di riferimento, quelle figure autorevoli di cui invece hanno bisogno per crescere e maturare.

Quindi in definitiva, pensiamo che sia utile e opportuno che iniziative rivolte ai giovani vadano nel tentativo di inserirli in un tessuto sociale che faccia loro da riferimento, che riempia i vuoti con dei contenuti di valori, di idee e perché no, di ideali, che renda possibile e che sostenga la tensione alla partecipazione sociale, politica e culturale, questo nell’interesse di ogni età e di ogni sistema autenticamente democratico.

Aprile, 2004

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  1. Rose Rosse Donne Democratiche e di Sinistra

    C O N T A T T O G I O V A N I

    Ragazze e ragazzi a Castel Maggiore

    Incontri, esperienze, proposte

    RELAZIONE SULLE PROPOSTE ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

    Fin dall’inizio noi del gruppo pensavamo che, ovunque questi incontri-interviste ci avessero portato, avremmo poi dovuto tentare di tradurli in proposte concrete da rivolgere all’amministrazione comunale. Infatti il fine di questa ricerca non era solo quello di acquisire una maggiore conoscenza sul mondo giovanile, ma anche quello di poter capire delle necessità e di poter suggerire ed indirizzare delle opportune politiche.

    Naturalmente, ben consapevoli che non ci si può muovere in nessun settore senza un minimo di informazione, il cercare di“sapere cosa c’è fuori e dentro il nostro Comune” ci ha accompagnato un po’ per tutto il nostro percorso.

    Subito abbiamo aperto Internet che si è rivelato essere, come tutti sappiamo, un potentissimo mezzo informativo: abbiamo capito immediatamente che sui giovani c’è di tutto e di più: l’interesse verso questa fascia di età è veramente molto alto, un po’ dappertutto.

    Abbiamo redatto una piccola bibliografia che comprende i testi consultati per questo nostro lavoro, che, se vi interessa, troverete all’ingresso. Ora ricordiamo soltanto i documenti che riteniamo basilari ai fini delle proposte che andremo a fare, e sono: il Libro bianco della Commissione europea del 2001, la Carta europea della partecipazione dei giovani alla vita locale e regionale del 2003, e il lavoro che è stato svolto dagli Operatori di strada della Coop.va La Carovana su incarico dei Comuni afferenti all’ASL Bologna Nord, svolto a partire dall’anno 2000 e fino all’inverno 2003, che è da considerarsi come parte preparativa del Centro Giovanile, oggi operativo a tutti gli effetti.

    Inoltre, come ulteriore strumento di approfondimento, abbiamo scelto la letteratura italiana recente sullo specifico tema dei giovani: in pratica, a partire da bibliografie, ognuna di noi ha letto romanzi vari che hanno permesso di avvicinarci anche emotivamente alla condizione giovanile.

    A ricerca ultimata, quindi, si trattava di focalizzarci su un tema, capire, cioè in che campo muoverci, a cosa dare priorità, visto che comunque di spunti, evidentemente ve ne erano molti.

    Dagli incontri-interviste, ciò che ci appariva maggiormente, come già detto ed in coerenza col dato nazionale, era una società di adulti e di giovani eccessivamente individualistica e concorrenziale, lontana dal sentimento di comunità e dal senso di appartenenza a questa. Lontana quindi dal sentirsi impegnata e partecipe alla gestione del territorio dove vive. Quindi pensiamo che ci sia la necessità di un rafforzamento o addirittura di una creazione ex novo, del senso di comunità, che si forma, come è noto, a partire dalla conoscenza dei luoghi e delle persone e dei servizi, delle istituzioni e della loro organizzazione, e della relativa storia evolutiva. Questo sentimento di comunità, questo sentirsi inseriti nel tessuto sociale, va di pari passo col senso di responsabilità verso la collettività stessa e verso le cose comuni, e quindi va di pari passo con una diffusa partecipazione e con un diffuso senso di cittadinanza: avremo così una maggiore democrazia di base, e di conseguenza più democrazia a tutti i livelli, insistiamo: più democrazia complessiva. Quindi, in questa ottica, il “fare politica” appare nella sua accezione più alta: scambio di valori e idee, costruzione delle regole, gestione della cosa pubblica, soluzione di problemi. Vorremmo combattere l’idea comune di politica, sempre accompagnata da altre parole: tatticismo, strategia, corruzione, incompetenza, riconducibili ad una società decadente.

    Pensiamo quindi che sia giusto dare ai giovani l’opportunità di impegnarsi per una rinascita civica, e che sia giusto ragionare sulla possibilità di un loro ampio inserimento sia politico che sociale attraverso la responsabilizzazione e la relazione a tutto campo, proprio per far crescere in loro il sentimento di sentirsi parte di una comunità, perché la si conosce, perchè la si vive da dentro.

    Ancora: vorremmo che i giovani avessero la possibilità di esprimersi e di essere ascoltati, di essere presi in considerazione, ciò gioverebbe sia a loro, che diventerebbero costruttori del proprio presente e del proprio futuro, ma anche agli adulti che si aprirebbero maggiormente all’impensato, ad idee nuove ed insolite. In definitiva, giovani visti come risorsa, come portatori di nuova linfa vitale, e non come portatori di problemi.

    In questo quadro, abbiamo pensato di orientarci concretamente verso due settori, formulando due proposte all’Amministrazione comunale: la prima riguarda il campo dell’associazionismo e del volontariato, la seconda riguarda invece direttamente il campo politico.

    Sul nostro territorio ci sono molte associazioni di tutti i tipi. Pensiamo che sarebbe molto utile ai fini di quanto detto in precedenza, che tali associazioni (culturali, volontariato, ricreative, parrocchiali) si mettessero in gioco per cercare di coinvolgere i giovani nelle loro attività, o di coinvolgerli maggiormente se già lo fanno, lasciando ai ragazzi autonomie e spazi aperti: non parliamo di iniziative singole, una tantum, ma di un continuo costante occhio aperto sui giovani, un costante lavoro mirato al mondo giovanile. Si tratterebbe di permettere ai ragazzi di conoscere e di fare esperienze su temi pensati ad hoc per loro, senza però pretendere subito impegni a lungo termine. Per fare ciò crediamo che occorra un “tavolo” organizzato e coordinato dall’assessorato alle politiche giovanili del comune, in collaborazione con la Consulta culturale facente capo all’assessorato alla cultura, perché ogni associazione possa mettersi in rete con le altre e scambiarsi così periodicamente le esperienze, od anche al limite promuovere iniziative in collaborazione fra gruppi diversi. Inoltre il “tavolo” servirebbe pure a coordinare dei periodici momenti informativi, studiati e indirizzati capillarmente ai giovani, i quali dovrebbero pure essi partecipare al tavolo, con dei loro rappresentanti. Siamo convinte che il momento informativo sia molto importante e che vadano utilizzati vari strumenti, non solo cartacei, tipo un cartello di tutte le attività offerte o di opuscoli esplicativi, ma anche per es. una giornata nelle scuole da parte dell’associazionismo, o per es. uno spazio importante nel sito internet del Comune. Un’ altra utilità del “tavolo”, non secondaria, è quella di una razionalizzazione dei finanziamenti, che comunque ci devono essere, a sostegno di queste iniziative.

    Siamo convinte che l’entrata di giovani nelle associazioni possa essere culturalmente arricchente per tutti, purchè vi sia spirito di collaborazione, nel rispetto reciproco, e nel riconoscimento dei diversi ruoli. Quindi, l’aumento della presenza dei giovani nelle associazioni ridurrebbe le distanze fra loro e gli adulti e favorirebbe lo scambio generazionale, più difficile negli ambienti tipici frequentati dai ragazzi: scuole, famiglie, palestre dove il rapporto con gli adulti è meno paritario.

    Ci rendiamo conto che questo che proponiamo è sicuramente un intervento a lungo termine, che richiede fatica e costanza nel tempo, nonché investimenti finanziari; d’altra parte, sono le politiche lungimiranti dei piccoli passi che possono portare maggiori benefici, se si ha la forza di crederci e di portarle avanti.

    L’altra proposta che andiamo a fare all’amministrazione comunale è relativa ad un ambito più propriamente politico.

    Partendo dalla considerazione che a Castel Maggiore esiste il Consiglio Comunale dei Ragazzi e che esso riguarda i ragazzi in età di scuola elementare e media inferiore, abbiamo pensato che sarebbe opportuno creare una sorta di continuità, visto gli esiti positivi del suo operato. Tanto più che lo Statuto del nostro paese prevede la costituzione di una Consulta giovanile che ancora nei fatti, però non esiste. Pensiamo che valga la pena adoperarsi perché essa venga realizzata, in modo da promuovere la partecipazione dei ragazzi più grandi.

    Ciò che abbiamo in mente è, precisamente, una struttura democratica di partecipazione giovanile autogestita e assolutamente apartitica, composta da giovani provenienti da diverse realtà territoriali, per es. dalla scuola, dalle parrocchie, dalle associazioni ed altro ancora. Chiamiamo questa struttura, questo luogo, Forum dei giovani, perché in letteratura, è considerato più flessibile rispetto alla Consulta. I compiti di questo Forum dovrebbero essere: da un lato fare proposte (di iniziative, progetti, attività, dibattiti) all’Assessorato alle politiche giovanili del Comune, per le tematiche che riguardano i giovani, per es. scuola, sport, tempo libero, turismo, attività culturali ecc., ambiente, urbanistica, dall’altro, per contro, dovrebbe fornire pareri, su richiesta dell’Assessorato, sempre in materia di politiche giovanili. In pratica il Forum dovrebbe mettere in rapporto il variegato mondo giovanile con l’amministrazione comunale, per orientare al meglio le scelte politiche, secondo i bisogni e i desideri di chi poi le fruisce.

    Quindi, a nostro avviso, il Forum non solo permetterebbe la formulazione di politiche giovanili più vicine ai bisogni reali, ma diventerebbe pure una sorta di laboratorio di democrazia diretta, un modo per educare alla partecipazione o alla cittadinanza attiva, come dir si voglia; inoltre, da un altro punto di vista, il Forum può anche essere considerato un luogo di possibile miglioramento della qualità delle relazioni sociali, sia fra generazioni (in particolare fra giovani e amministratori sui quali pesa la sfiducia dei ragazzi), ma anche fra i coetanei stessi, in questo luogo posti davanti a modi di pensare diversi e quindi stimolati a costruire un pensiero “critico” e ad acquisire capacità di mediazione e di rispetto.

    Trasferendoci sul versante operativo, attuativo, di fronte alla ovvia domanda: “dove troviamo giovani disponibili per questo impegno?”, noi del gruppo Rose Rosse ci siamo sentite, in qualità ormai di osservatrici privilegiate, di chiedere, a dei ragazzi che pensavamo interessati, la disponibilità su questo progetto. Ed in effetti, siamo riuscite ad individuare un gruppo iniziale di 12 ragazzi di età compresa fra i 15 e i 19 anni e proveniente da diverse realtà territoriali. Naturalmente questo primo nucleo non può essere del tutto rappresentativo della popolazione giovanile di Castel Maggiore, ma serve come partenza. Per soddisfare poi le esigenze di una maggiore rappresentatività, sceglierà esso stesso i meccanismi e le regole che riterrà più giuste, che possono essere o quelle elettorali o quelle di un determinato numero di rappresentanti per tipo di gruppo o luogo di appartenenza o provenienza. Crediamo comunque che su questo argomento della rappresentatività si debba essere abbastanza elastici, proprio perché i giovani, sappiamo, sono meno formali e più diretti e facili ai mutamenti: vediamo in questo Forum un certo turn over, con frequenti entrate e uscite; crediamo che i giovani non siano adatti a rigide strutture burocratiche, sul modello dei Consigli Comunali degli adulti: per queste ci sarà tempo più avanti. Una iniziativa positiva ci sembrerebbe quella di informare ogni giovane in età idonea con lettera scritta a casa, sull’esistenza del Forum e sulle modalità per accedervi e per comunicare con esso.

    Inoltre crediamo che, per una realizzazione effettiva e concreta, sia necessaria la presenza di una figura che faccia da coordinatore, una persona di età un po’ superiore ai ragazzi, pensiamo a un professionista sociale, che in gergo viene chiamato animatore o facilitatore. Il suo ruolo potrebbe essere quello di aiutare il processo decisionale (non di decidere al posto dei giovani, ben inteso), quello di condurre le riunioni, di redigere l’ordine del giorno e di tenere i contatti fra il forum e l’amministrazione.

    Riteniamo che questa figura di animatore sia indispensabile da subito, nella fase iniziale, di avvio, quella più difficile, quando i ragazzi dovranno, da un lato conoscersi e dall’altro stilare lo Statuto e il regolamento del Forum.

    In aggiunta occorrerà mettere a loro disposizione un luogo fisico di ritrovo, dotato di Internet. Rimanendo sempre sul versante della concretezza, ci rendiamo conto che siamo in prossimità delle elezioni locali e che l’amministrazione uscente non può dare operatività completa a questo progetto, però ci sentiamo di chiedere a questa amministrazione, appunto, un parere su quanto proposto ed eventualmente, se ritiene le nostre proposte interessanti, di fare il possibile per consentirne un avvio in tempi brevi. Chiediamo poi un impegno a trasmettere il tutto all’amministrazione entrante; d’altra parte, sarà nostra cura, dopo la pausa estiva, riprendere le fila di quanto eventualmente interrotto.

    Precisiamo pubblicamente che due giorni fa abbiamo formalizzato per iscritto queste nostre proposte consegnandole, non solo alla Sindaco e agli Assessori interessati, ma anche a tutti i Gruppi consigliari. Ciò perché consideriamo questi nostri progetti “di comunità”, e quindi di possibile realizzazione ed interesse da parte di ogni parte politica presente in Consiglio Comunale.

    Ci rendiamo conto che quanto chiediamo ha indubbiamente un costo in termini finanziari che crediamo, però, valga la pena di essere sostenuto, non solo come investimento per il futuro: i giovani non dovrebbero essere considerati soltanto per ciò che saranno, ma anche per ciò che sono oggi, quindi sarebbe un investimento anche sul presente, per riuscire a liberare le tante potenzialità che i giovani hanno, in termini di entusiasmo e di creatività. In questo modo faremo un investimento per una rinnova socialità e una rinnovata democrazia, a partire da ora.

    Infine, a completamento dei progetti sottoposti, se essi verranno approvati e prenderanno avvio, proponiamo la costituzione di un gruppo di interlocutori locali per un monitoraggio periodico sull’andamento di questi progetti, anche allo scopo di suggerire eventuali correttivi e miglioramenti. Tale gruppo, che sarà autogestito ed avrà un referente, lo pensiamo composto sia da rappresentanti del nostro gruppo, sia da tutte le persone da noi intervistate che si renderanno disponibili a farvi parte. Questo anche per dare un piccolo sbocco concreto al tanto interesse dimostrato. Ed anche questo, crediamo, è relazione e comunità.

    Aprile, 2004

  2. Rose Rosse Donne Democratiche e di Sinistra

    PRESENTAZIONE SPETTACOLO

    Ancora qualche parola per presentarvi lo spettacolo che sta per iniziare.

    Anche lo spettacolo è, almeno in parte, un risultato del lavoro del gruppo Rose Rosse: infatti è costituito da una scelta di pensieri e opinioni espresse da ragazzi e adulti nel corso delle interviste. Abbiamo scelto quelli che ci sembravano più rappresentativi e più incisivi, sui temi più importanti che abbiamo trattato: il senso civico, il bullismo, la scuola, la politica, le attese per il futuro, i sogni.

    Su tali temi proponiamo un confronto, un contrappunto, tra adulti e ragazzi.

    Con questa scelta abbiamo inteso dare conto più direttamente di quanto ci è stato detto nel corso delle interviste, per sottolinearne sia la ricchezza, sia la contraddittorietà; quest’ultima a dimostrazione del fatto che non è facile avvicinarsi in termini strettamente logici e razionali al tema in questione. Ma va anche detto che la nostra scelta ha volutamente forzato questo aspetto, anche a fini strettamente teatrali.

    Si tratta di brevi frasi originali, non manipolate, estratte da discorsi più articolati, senza he questo tradisca il pensiero di chi le ha pronunciate, e nel contempo ne protegga l’anonimato.

    Alle parti di spettacolo di origine – diciamo – interna, si alternano pensieri e brani tratti da opere di alcuni autori: in particolare un pezzo ricavato da un volume collettivo realizzato da una classe di un liceo romano, e un pezzo – tratto dal libro di Sandro Onofri, Registro di classe -, dedicato agli insegnanti; quest’ultimo è, se vogliamo, un ritratto un po’ feroce – peraltro scritto da un appartenente alla categoria – , ma che secondo noi dà conto delle difficoltà, delle pigrizie e delle indifferenze con cui tutti, a volte, dobbiamo fare i conti.

    Dal punto di vista teatrale in senso proprio, cioè sceneggiatura, scenografia, scelte delle musiche e, ovviamente non ultima, recitazione, lo spettacolo è frutto della preziosa collaborazione di Patrizia Beluzzi, del gruppo teatrale I Grigioro, e dell’associazione teatrale Belleville. Ed anche dei nostri figli e figli di amici che hanno accettato – anzi, quasi sollecitato – una parte nella recita.

    A questi amici va il nostro sentito ringraziamento, anche per aver creduto in questa idea rappresentativa e per essere stati molto pazienti.

    Ancora un ringraziamento all’Amministrazione comunale, che ha fattivamente sostenuto la nostra iniziativa, e a tutti voi auguro – a nome del gruppo Rose Rosse – buon divertimento

  3. PROPOSTE AL COMUNE DI CASTEL MAGGIORE
    A – GLI INCONTRI, LE ESPERIENZE

    A.1 – Perché un lavoro sui giovani?

    L’idea del lavoro risale a circa un anno fa, in concomitanza con gravi fatti di aggressione fisica fra giovani, per motivi politici e xenofobi, ed ai frequenti atti vandalistici avvenuti sul nostro territorio, che sono sotto gli occhi di tutti. Si cominciò col porci delle domande sulla dimensione del fenomeno “aggressività giovanile”, sulle cause e sulle forme, su un eventuale calo del “senso civico” , fino a domandarci genericamente quale fosse oggi la realtà giovanile a Castel Maggiore.

    A.2 – Gli incontri.

    Si decise di avviare una sorta di ricerca per conoscere meglio la condizione giovanile del nostro paese. L’approccio scelto era quello esperienzale, di conseguenza ci si rivolse a degli osservatori privilegiati (in tutto 12: insegnanti, istruttori sportivi, educatori di parrocchie, operatori del Centro giovanile, psicologo, CIOP), per un dialogo sulla loro esperienza coi giovani, a partire da una griglia di domande messe a punto da noi su diversi argomenti, quali per es.: senso civico, valori, modelli di riferimento, capacità progettuale, fenomeni di aggressività e di bullismo, rapporti fra coetanei e fra ragazzi e famiglie.

    In un secondo momento, ci si rivolse a gruppi di ragazzi fra i 12 e i 18 anni (in tutto 5: Consiglio Comunale dei Ragazzi, gruppi sportivi, parrocchia Bondanello) per sentire la loro voce sui medesimi temi. Mancano i gruppi informali, di problematico avvicinamento (per questi, si fa riferimento alla ricerca condotta dagli Operatori di strada della Coop. La Carovana, citata in bibliografia).

    Naturalmente, questa “ricerca” non deve essere considerata di tipo “scientifico”, ma piuttosto di relazione, di scambio di esperienze, di “comunità”.

    A.3 – Considerazioni finali.

    Non emergono delle vere specificità locali, tutto sembra abbastanza in linea con altre ricerche condotte a livello nazionale.

    – Si riscontra una diffusa tendenza (sia negli adulti che nei ragazzi), davanti ad un problema riferito, ad attribuirne le cause a qualcun altro o a qualche altro ente di appartenenza che non è il proprio.

    Tale atteggiamento rimanda a una società disgregata, che non si fa carico dei problemi in essere.

    – Spesso viene fatta una sorta di criminalizzazione della famiglia (si parla di famiglie assenti, distratte, di ritmi di vita concitati). Ma quando si parla di famiglia, sappiamo tutti che si parla della donna e del suo tradizionale ruolo di educatrice, quindi si ritiene, come gruppo, che la donna venga colpevolizzata in modo semplicistico, senza tenere conto del più ampio contesto culturale e sociale nel quale tutti ci muoviamo e col quale dobbiamo convivere. In definitiva, come gruppo, si pensa che le colpe andrebbero caso mai attribuite alle tante storture della società intera.

    – In tema di aggressività non sembrano esserci gravi disagi che appaiono circoscritti ad una piccola minoranza. Piuttosto sembra emergere un disagio più sottile, legato a modi di essere, di rapportarsi (ad es. l’essere molto selettivi nella scelta delle amicizie utilizzando criteri discutibili, quali l’abbigliamento, la simpatia, il fascino: pena l’esclusione e l’isolamento). Il bullismo sembra comunque in aumento, in particolare quello femminile, forse attribuibile al cambiamento del ruolo della donna nella società e a un sempre più precoce sviluppo fisico e mentale delle bambine.

    – Il ruolo della scuola e degli insegnanti appare in crisi: c’è senso di inadeguatezza rispetto alle tante aspettative e richieste, si parla di modelli educativi obsoleti. I genitori hanno atteggiamenti contradittori nei riguardi degli insegnanti: spesso non si fidano, ma delegano per necessità, ma poi esercitano uno stretto controllo critico negativo.

    – Il mondo dei valori sembrerebbe ristretto per lo più a quelli materiali, spesso si parla di vuoto, di noia, o per contro, di mancanza di tempo veramente libero. La tensione verso il futuro, verso una progettualità di vita sembra proprio scarsa, quel poco che c’è viene indirizzata alla professione futura, alla carriera.

    – Pure il senso civico si presenta scarso, sia negli adulti che nei ragazzi, e, nei confronti della politica i ragazzi dimostrano disinteresse, senso di lontananza, o grande sfiducia.

    Riflessioni generali

    Il nostro tipo di società pretende molto in termini di prestazioni, di successi individuali, di tempi dedicati, ed anche in termini adattabilità e flessibilità, sia nel campo del lavoro e della scuola, sia in quello degli affetti e delle amicizie. Ovunque ci sono grandi aspettative. Per quanto riguarda i valori, i riferimenti – importanti per il formarsi delle identità e per la determinazione delle scelte -essi sembrano affidati ad agenti formativi il cui interesse è soprattutto orientato a creare dei consumatori passivi, piuttosto che dei cittadini consapevoli. In questo modo, l’adulto si trova spesso confuso e contradditorio, incerto e indeciso sul proprio ruolo: così, ai ragazzi, vengono di frequente a mancare quei punti di riferimento, quelle figure autorevoli di cui hanno bisogno per crescere e per maturare.

    B – LE PROPOSTE

    Fin dall’inizio della ricerca, l’idea era quella di arrivare a fare delle proposte concrete all’amministrazione comunale in tema di politiche giovanili.

    B.1 – L’ambito di scelta

    Il riscontro di una società eccessivamente individualistica e concorrenziale, lontana dalla comunità e dal sentimento di appartenenza, fa pensare alla necessità di un recupero in questo senso. Un recupero che dovrebbe portare ad un avvicinamento dei giovani alla politica e al valore della partecipazione e della democrazia.

    B.2 – Prima proposta: Un tavolo delle associazioni per i giovani.

    Si propone la costituzione di un “Tavolo” delle associazioni culturali, di volontariato, ricreative, parrocchiali esistenti sul nostro territorio, organizzato, coordinato e finanziato dall’Assessorato alle politiche giovanili, in collaborazione con la Consulta Culturale, al fine di:

    – organizzare delle iniziative mirate al mondo giovanile allo scopo di coinvolgere i ragazzi nelle loro attività, o di coinvolgerli maggiormente, se già lo fanno, ponendosi in atteggiamento di apertura e di ascolto e promuovendo l’autonomia dei giovani;

    – lavorare in rete, scambiandosi le esperienze;

    – organizzare delle iniziative comuni fra più associazioni;

    – valorizzare il momento informativo, unificandolo e mirandolo direttamente ai luoghi più frequentati dai giovani, formulando ad es. un Cartellone unico di tutte le manifestazioni previste, inserendolo eventualmente, in modo molto visibile, sul sito internet del Comune.

    B.3 – Seconda proposta: Un Forum dei giovani.

    B.3.1 – Cosa si intende per Forum?

    E’ una struttura democratica di partecipazione giovanile autogestita e apartitica, composta da ragazzi dai 14 ai 23 anni (l’età massima è da stabilirsi), di diversa provenienza territoriale, dotata di proprio statuto e regolamento.

    B.3.2 – Compiti del Forum.

    – fare proposte (iniziative, progetti, attività, dibattiti) all’Assessore alle politiche giovanili su temi che riguardano i giovani (scuola, sport, tempo libero, cultura, ambiente, ecc.)

    – fornire pareri, su richiesta dell’Assessore alle politiche giovanili, in materia di politiche giovanili;

    – fare da tramite fra il mondo giovanile di Castel Maggiore e l’Amministrazione comunale.

    B.3.3. – Strumenti

    Occorrono:

    – un animatore/facilitatore (professionista sociale) che faccia da tramite fra Assessore e Forum, che aiuti nella conduzione delle riunioni, che rediga gli Ordini del giorno: è una figura che facilita le relazioni e non influenza i contenuti.

    – Segreteria per lavori burocratici (verbali, corrispondenza, ecc.);

    – Luogo fisico con postazione Internet dove fare le riunioni.

    B.3.4. – Come avviarlo?

    Si può partire da un gruppo iniziale di dodici ragazzi, di età compresa tra i 15 e i 19 anni, da noi contattati all’interno delle realtà di cui fanno parte: parrocchie, Ist. Keynes, ecc. Abbiamo incontrato questi ragazzi più volte e si sono dimostrati interessati e disponibili per la costituzione del Forum. L’elenco dei loro nomi è a disposizione presso il nostro gruppo.

    Il loro compito sarà quello più difficile: redigere lo statuto ed il regolamento (comprese le regole di rappresentatività: es. indire le elezioni fra i giovani in età idonea, o nominare un rappresentante per ogni realtà territoriale dove vi sia presenza giovanile o altro). In questa fase è già indispensabile l’animatore.

    Una volta che il Forum si sarà avviato, nella fase iniziale, si ritiene opportuno farne una divulgazione massiccia presso i giovani con lettera a casa.

    B.3.5. – Finalità

    – formulare delle politiche giovanili più vicine ai bisogni reali;

    – educare alla partecipazione, alla cittadinanza attiva;

    – migliorare la qualità delle relazioni, in particolare fra amministratori e giovani.

    B.4. Obiettivi generali delle proposte.

    – maggior inserimento dei giovani nel tessuto sociale del paese per un rinnovato senso di comunità e di cittadinanza;

    – maggiore e migliore scambio generazionale e intergenerazionale;

    – riduzione del diffuso, forte sentimento di “avversione alla politica”, per una riappropriazione da parte di tutti della “voglia di fare politica”.

    B.5 – Una ulteriore proposta a complemento.

    Se le suddette proposte verranno approvate e prenderanno avvio, proponiamo la costituzione di un gruppo di interlocutori locali per un monitoraggio periodico sull’andamento di questi progetti, anche allo scopo di suggerire eventuali correttivi e miglioramenti. Tale gruppo, che sarà autogestito ed avrà un referente, potrà essere composto da rappresentanti del gruppo Rose Rosse e da quelle persone da noi intervistate che si renderanno disponibili a farvi parte.

    Castel Maggiore, aprile 2004

  4. BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO

    – Libro bianco della Commissione europea, 2001

    – Carta europea riveduta della partecipazione dei giovani alla vita locale e regionale, 2003

    – Legge Turco 285/97 “Disposizioni per la promozione di diritti e opportunità per l’infanzia e l’adolescenza”

    – Legge regionale n. 40/99 “Promozione della città dei bambini e delle bambine”

    – Statuto del Comune di Castel Maggiore

    – Rapporto MEDEC sul rapporto cittadini-pubblica amministrazione a Castel Maggiore, 2003

    – Coop.va La Carovana-Coop.va Attività Sociali, Report del progetto “Interventi educativi di strada e nei centri giovanili sui giovani del territorio distrettuale di S. Giorgio di Piano dell’Az. USL Bologna Nord”, 2001

    – Coop.va La Carovana, relazione del 5.5.03 sull’iniziativa dell’1.3.03 a Castel Maggiore

    – Regione Emilia-Romagna, Ricomincio da tre. Confronto delle esperienze sulla legge 285/97 Emilia-Romagna

    – Baruzzi- Baldoni, “La democrazia s’impara. Consigli dei ragazzi e altre forme di partecipazione”, Regione Emilia-Romagna, ed. La Mandragora, 2003

    – I Quaderni di Nuovamente, “Fuori da soli…dove?”, ed. Sigem, 2002

    – Atti del convegno “La città educativa. Progetti ad altezza di bambine e bambini”,Comune di Ravenna e Ravennainerba, Ed. Junior, 2000

    – Atti del seminario “Future città, nuovi cittadini”, 2004

    – Campagnoli-Trabucchi, “Giovani & Idee-Percorsi di cittadinanza attiva giovanile”, Comune di Castelletto Ticino-Provincia di Novara

    – Linee programmatiche per la costituzione del forum dei giovani della città di Spello

    – Gruppo Adolescenti Giovani del Comune di Piossasco (TO), ricerca “Una vecchia storia!”

    – Buzzi, Cavalli, de Lillo (a cura di), “Giovani del nuovo secolo. Quinto rapporto IARD sulla condizione giovanile in Italia”, il Mulino, 2002

    LETTERATURA

    – Calvino Italo, Del prendersela coi giovani, in Palomar, 1983

    – Onofri S., Registro di classe, Einaudi

    – II G e Padova Olivi G., Studenti si nasce prof si diventa, Ediz. E.Elle

    – Mussoni G., “L’età del disagio e del malessere (adolescenza e giovinezza nel romanzo italiano contemporaneo. Un invito alla lettura)”, Theut, 2001

    SITI INTERNET

    http://www.camina.it

    http://www.nuovamente.org/

    http://www.politichegiovanili.it

    http://www.stradanove.net

    http://www.vedogiovane.it

    http://www.iard.it

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