Letteratura e genere

17 Marzo 2016
Rose Rosse

Tutte le sfumature della scrittura

Il testo della presentazione alla serata:

A dicembre ha occupato le pagine culturali dei quotidiani, e non solo, la notizia di una intervista rilasciata dal direttore della libreria Feltrinelli di Bologna, Marco Bonassi, che con riferimento alle autrici donne dichiarava: “Lo confesso, non ne leggo molte.” Non voleva barare, ha anche detto, né fare il politicamente corretto. Giusto, forse apprezzabile.

Ma questo non toglie che le scrittrici, soprattutto bolognesi, abbiano immediatamente levato gli scudi. “Snobismo” ha detto Grazia Verasani, “Tutte noi avremmo preferito aggiungesse: Mi rendo conto che è una mia lacuna e conto di colmarla presto” ha scritto Marilù Oliva, e via di seguito.

Poco dopo sono uscite le classifiche dei libri più venduti nell’anno, che per Nielsen in Italia vede tra i primi 10 in testa ed al nono posto una donna (Paula Hawkins con La ragazza del treno), accompagnata da altre 3 colleghe di cui una sola italiana (Elena Ferrante). Non male…

Pochi giorni prima invece l’inserto culturale del Corriere della Sera “La lettura” votava la propria classifica di qualità del 2015, nella quale a ricevere il maggior numero di voti sono stati nell’ordine Claudio Magris, Emmanuel Carrère e Michel Houllebecq, ovvero tre uomini. Molto male…

Guardando inoltre i dati pubblicati dall’Istat, le stime dicono come nel 2015 il 42% delle persone dai 6 anni in su (circa 24 milioni) abbia letto almeno un libro per motivi non scolastici o professionali, dato stabilizzatosi dal 2014 dopo tre anni consecutivi in diminuzione. Il 48,6% delle donne risulta essere lettrice, contro il 35% della popolazione maschile, ed i lettori forti, cioè chi legge almeno un libro al mese, sono scesi dal 14,3% al 13,7%.

Questi fatti e dati, usciti in poco più di un mese, hanno aperto una discussione al nostro interno e ci hanno fatto nascere la voglia di approfondire l’argomento. Abbiamo quindi chiesto alle due biblioteche di zona (Castel Maggiore e Funo) se questi dati di lettura rispetto ai prestiti erano confermati, ed i numeri forniti sono i seguenti.

Castel Maggiore (circa 18.000 abitanti) nel 2015 ha avuto 1.071 utenti attivi maggiorenni (che hanno cioè effettuato almeno un prestito) dei quali 732 donne (circa 68% del totale) e 339 uomini (32%). I prestiti complessivi sono stati 17.529 dei quali 10.730 ad utenti maggiorenni divisi in 7.261 a donne e 3.469 ad uomini (sempre 68% e 32%). La media dei prestiti annuali è quindi di 9,91 libri per le donne e 10,23 per gli uomini.

Funo (circa 5.800 abitanti) vede 497 utenti maggiorenni attivi, divisi in 359 donne (72%) e 138 uomini (28%). I prestiti complessivi sono stati 9.304 dei quali 4.137 ad utenti adulti divisi in 2.909 a donne (70%) e 1.264 ad uomini (30%). La media dei prestiti annuali è 8,10 libri per le donne e 9,15 per gli uomini.

Dai numeri emerge anche come i bambini ed i ragazzi leggano più degli adulti, ma poi evidentemente ad un certo punto smettono di farlo. Ma, come direbbe Lucarelli, questa è un’altra storia che potremo affrontare in un altro incontro.

Dalle biblioteche non abbiamo avuto dati sulle preferenze di lettura, ovvero sul sesso degli autori, perché non c’è una catalogazione di questo tipo. E’ curioso però come, sebbene le donne si confermino anche nelle biblioteche di zona più dedite alla lettura, la media dei libri procapite(anche se per macrodati) sia simile, o meglio con gli uomini in leggero vantaggio.

I numeri delle vendite sembrano comunque far emergere una preferenza per lo scrittore uomo, anche se le lettrici forti dichiarano, secondo la direttrice della Biblioteca delle donne, di prediligere autori dello stesso sesso…

Ma allora, esistono differenze di genere nella scrittura? E questo influenza le scelte dei lettori?